IL CONTRABBANDO DI ARMI, ESPLOSIVI, DROGA - LeghornGroup
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Container in attesa di imbarco

Marzo 2016, di Luciano Grapsa.

E’ stimato in 450 milioni di container all’anno in tutto il mondo la movimentazione di merce di ogni tipo.
Detti container sono virtualmente ispezionati e ciò consente spedizioni di stupefacenti, armi ed altri prodotti illegali.
Questo tipo di problema è molto sentito soprattutto per quei paesi che non hanno risorse per mettere a punto dei controlli efficaci nei propri porti.

I porti marittimi sono sempre stati gestiti da operatori che sono estremamente diffidenti tra loro. Inoltre la criminalità organizzata ha tutto l’interesse ad ostacolare qualsiasi processo di gestione efficiente.
A questo va aggiunto che le forse dell’ordine sono spesso ostacolate dalla mancanza di risorse. Questa situazione è una grave minaccia alla sicurezza del commercio mondiale e alla filiera logistica produttiva (supply chain).

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Sala controllo anti-contrabbando

Per cercare di fermare questo problema nel 2003 il Direttore esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite Contro la Droga ed il crimine (UNODC= United Nations Office on Drugs and Crime)  assieme al Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale delle Dogane (WCO  = World Customs Organization) hanno concepito il Programma di Controllo del Container (CCP = The Container Control Programme).
Lo scopo fondamentale è quello di aiutare i Governi a creare strutture efficienti nei porti selezionati per ridurre al minimo l’utilizzo di container per il traffico illecito e per tutte le altre attività della criminalità organizzata.

Da questa idea innovativa viene realizzata una Unità inter-attiva di Controllo dei Porti. (PCUs = inter-agency port control units).
Gli agenti vengono selezionati dalle varie Forze dell’Ordine, ad esempio dalla Dogana o dalla Polizia e sono addestrati ed attrezzati adeguatamente per operare in modo mirato e sistematico su container ad alto rischio cercando di dare meno disagio possibile al flusso del commercio legittimo.

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Uno dei sigilli approvati ISO 17712:2013 (il Neptuneseal prodotto dalla LeghornGroup)

Fra i tanti sistemi scoperti da queste Unità è quello di aver individuato l’uso illegittimo di sigilli di alta sicurezza, e cioè di operare con sigilli con numerazione duplicata. (Rip Off modus operandi) .
Esistono delle leggi specifiche che regolano la produzione e l’uso di sigilli di alta sicurezza per container. La più importante direttiva a tale riguardo è la ISO 17712:2013.

Nella direttiva ISO 17712: 2013 si fa obbligo al produttore di:

  • Imprimere sul sigillo il nome del produttore.
  • Imprimere inoltre la scritta HSS che identifica il sigillo come sigillo di alta sicurezza.
  • Imprimere sul chiodo e sul corpo di chiusura del sigillo la stessa numerazione.
  • Testare il sigillo contro sistemi di manomissione che dovranno essere documentati con filmati.
  • Tenere traccia delle varie numerazioni-colore-personalizzazione del sigilli.
  • Produrre un sigillo che resista ad una trazione di 1000 kg.

 

CONTRABBANDO-ARMI-ESPOSIVI-DROGA-4La maggior parte dei produttori mondiali di sigilli di alta sicurezza si attiene a queste direttive. In particolare una di esse, la LeghornGroup ha realizzato anche sigilli elettronici attivi e sigilli RFID ANTITAMPER che sono impossibili da duplicare.
Usando detti sigilli, diventa IMPOSSIBILE duplicarli ed in caso di tentativo di manomissione, rimane nella memoria del cip TRACCIA DEL TENTATIVO.
Usando detti sigilli elettronici diventa veramente difficile il contrabbando di armi, esplosivi, droga  ed altri prodotti illegali.

Tutto il personale tecnico commerciale della LeghornGroup è disposizione delle Dogane Mondiali per eventuali chiarimenti su l’utilizzo di sigilli elettronici da applicare sui container per evitare qualsiasi tipo di contrabbando o di altre azioni illegali.

 

 

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